analisi dei sogni
Il sogno è il linguaggio privilegiato dell’inconscio. Quando la coscienza si ritira, la psiche mette in scena ciò che ancora non riusciamo a vedere nella vita diurna: conflitti, desideri, possibilità, energie non integrate.
L'analisi dei sogni è uno dei cardini del mio lavoro clinico. Non si tratta di “interpretare” nel senso comune del termine, ma di ascoltare il sogno, di lasciare che sia il simbolo a guidare il processo di comprensione. Nel modello junghiano, il sogno non dice ciò che già sappiamo: dice ciò che abbiamo bisogno di sapere, che non abbiamo ancora compreso. Completa, compensa, amplia.
Il sogno come messaggio dell’inconscio
Per Carl Gustav Jung, chi sogna è “scena, attore, suggeritore, regista, autore, pubblico e critico insieme”. Questa consapevolezza riconosce nel sogno uno dei prodotti più creativi e spontanei dell’inconscio.
Lavorare sui sogni permette di:
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cogliere i segnali profondi della psiche
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comprendere ansie, blocchi e conflitti interiori
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riconoscere parti di sé non viste o non integrate
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accedere a intuizioni e direzioni evolutive
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dare senso a crisi, transizioni e momenti difficili
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entrare in dialogo con il simbolo, che guida il processo di individuazione
La psiche parla attraverso le immagini
Per lo psicologo analista il materiale onirico è davvero prezioso. La psiche parla attraverso il sogno. Non è difficile credere che, in fondo sogniamo anche di giorno, nonostante l’Io sia così occupato ad “inquadrare” solamente una piccola parte della psiche, e così non ce ne accorgiamo. Uno degli aspetti più preziosi del sogno, ciò che lo rende così unico e speciale, è che esso:
“è un fenomeno naturale. Non è intenzionale. Non lo si può spiegare con una psicologia dedotta dalla coscienza. Ha un determinato tipo di funzionamento che non dipende dalla volontà, dai desideri, da intenzioni o mete dell’Io umano. È un evento non intenzionale, esattamente come lo sono tutti gli eventi della natura. Non possiamo supporre che il cielo si ricopra di nuvole proprio per farci dispetto: semplicemente succede. La difficoltà però sta nel comprendere quest’evento naturale."
I sogni non mentono, ma dicono la verità, sono per Jung realtà oggettive. La loro è una verità naturale che si presenta come una manifestazione della natura. La difficoltà è semmai comprendere questo evento, come avviene per qualsiasi fenomeno fisiologico o naturale. Essi permettono alla coscienza di accedere a nuovi tesori e ricchezze, di aprire un varco verso le profondità illimitate della nostra anima.
Jung e il sogno
Il sogno per Carl Gustav Jung è lo strumento principale della prassi analitica:
“Il paziente, di solito, va dall’analista perché si trova in un vicolo cieco, in un cul de sac, da cui sembra non ci sia via d’uscita, e suppone che invece il medico la conosca. Se il medico è onesto, ammette di non conoscerla neanche lui […]. In analisi dobbiamo stare molto attenti a non presumere di saper tutto del paziente o di conoscere la via d’uscita delle sue difficoltà. Se il medico dice al paziente quale pensa potrebbe essere il suo problema, il paziente segue i suggerimenti del medico e non sperimenta sé stesso […]. È importante che il medico ammetta di non sapere; allora entrambi sono pronti ad accettare i fatti imparziali della natura […]. Le opinioni personali sono giudizi più o meno arbitrari e possono essere tutte sbagliate, non siamo mai sicuri di essere nel giusto. Dovremmo quindi rivolgerci ai dati forniti dai sogni. I sogni sono fatti oggettivi. Non rispondono alle nostre aspettative e non siamo noi ad inventarli; se si ha l’intenzione di sognare determinate cose, si scopre che è impossibile […]. I sogni sono indipendenti dalla nostra coscienza, in modo assai singolare, dalla nostra coscienza e sono estremamente preziosi, perché non possono barare.”

