Se non la realizziamo la vita è sprecata, a cura di Elisabeth Kubler Ross

“I morenti sono da sempre maestri di grandi insegnamenti, perché è quando ci si avvicina alla morte che la si vede più chiaramente. Nel condividere con noi queste lezioni, ci insegnano l’immenso valore della vita stessa.”
Elisabeth Kübler-Ross

 

Accompagnare i morenti ha permesso a Elisabeth Kübler-Ross di toccare con mano una verità fondamentale dell’esistenza umana spesso sottolineata anche da Jung: “in ultima analisi, noi contiamo qualcosa solo in virtù dell’essenza che incarniamo, e se non la realizziamo la vita è sprecata”.

Elisabeth Kübler-Ross evidenzia come pochissimi di noi siano siano uomini o donne veramente realizzati, in pieno contatto con se stessi, pienamente intuitivi e cioè in connessione profonda con la loro anima.

E perché? Il motivo risiede nel fatto che invece di ascoltare noi stessi, stiamo a sentire quello che gli altri ci dicono di fare. Questa nostra abitudine è stata consolidata perché da bambini, la maggior parte di noi, è stata cresciuta all’amore condizionato. Il termine amore condizionato è una contraddizione. Come si fa ad amare qualcuno ponendo delle condizioni?

Siamo stati cresciuti con frasi del tipo: “Ti voglio bene se porti a casa una bella pagella”, “Ti voglio bene se ti diplomi”, “Dio come ti vorrei bene se ti potessi dire: mio figlio è un dottore” oppure “Ti voglio bene se sei un bravo bambino, se sei forte, intelligente, etc”. Siamo stati educati all’idea che l’amore si possa comprare, che i nostri genitori ci avrebbero voluto bene se fossimo diventati quello che avrebbero voluto loro. L’amore vero non ha “sé” e non si può comprare perché è amore incondizionato. “Quanti di noi fanno veramente ciò che amano? Quanti vivono totalmente? Quanti invece no? Cambiereste lavoro lunedì?”

“La lezione più difficile da imparare è l’amore incondizionato”.

L’enelutatbilità della morte ci dovrebbe insegnare la pienezza della vita. Dice Elisabeth Kubler Ross:

“È molto importante che facciate quello che amate. Magari sarete poveri, patirete la fame, dovrete vendere l’auto e traslocare in un appartamento più modesto, però vivrete totalmente. Alla fine dei vostri giorni benedirete la vostra vita perché avrete fatto quello per quelle siete stati creati. Altrimenti vivrete come prostitute, farete le cose per un unico motivo, compiacere gli altri, e così non avrete mai vissuto. E la vostra morte non sarà piacevole”.

È molto importante fare ciò che si ama. Se ascolteremo la nostra voce interiore, la nostra saggezza profonda, molto più grande di quella di chiunque altro, per ciò che riguarda noi stessi, allora non potremo sbagliarci e sapremo cosa fare della nostra vita.

Il simbolo dell’amore incondizionato è il sole in quanto ne ricalca la struttura fondamentale. Il sole irradia di calore tutto ciò che gli sta intorno senza alcun “sé”. Ebbene questo ci rimanda ad una verità fondamentale, al fatto che l’amore non esclude nessuno e non ha condizioni. Ebbene questa verità così semplice ed elementare sfugge alla maggioranza degli esseri umani.

 

Elisabeth Kubler Ross, La morte è di vitale importanza, Armenia, Milano, 1999, pp. 149-150