Gli Arcani della vita. Una lettura psicologica dei tarocchi.

I tarocchi sono stati per molto tempo un grande sistema immaginativo e simbolico che nelle immagini compendiava una visione del mondo e dell’uomo, un modo di intendere la vita e di attraversarla.

Compaiono nel XIII secolo, nei primissimo inizi del 1400, anche se è credibile che nascano in Cina verso VIII secolo. A quei tempi non esisteva ancora la stampa e i libri quindi non erano diffusi. Il motto era ludendo intelligo ossia giocando apprendo, sviluppo conoscenza e comprensione del mondo

Sono un sistema di conoscenza ma soprattutto di auto-conoscenza. È interessante come grandi artisti, anche contemporanei, siano stati attratti da questo poderoso sistema simbolico producendo e re-interprentando una varietà sterminata di questi simboli, di queste figure. Gli arcani maggiori o lame dei Tarocchi evidentemente sono espressioni della vitalità della psiche collettiva.

L’interesse divinatorio è tardivo, esploso soprattutto nel 1800 e agli inizi del 1900. Esso non è lo scopo originario di queste immagini anche se la psiche non ci parla solamente del passato ma anche del futuro. Anche Jung intendeva i tarocchi più che come strumenti di divinazione, occasioni di meditazione e di riflessione simbolica. Erano per lui degli yantra, immagini su cui riflettere. 

L’ipotesi affascinante è che i simboli dei tarocchi siano la rappresentazione immaginale di punti nodali dell’esistenza umana, della prima parte e della seconda parte della vita.

I tarocchi ci ripropongono l’archetipo del gioco. Il gioco è una attività simbolica e archetipica, immagine e metafora della vita. In esso si incrociano caso e calcolo, razionalità e irrazionalità, velleità dell’Io e disegno del fato. Nel giocatore si rispecchia il ruolo dell’Io che nonostante la sua volontà di dominio è costretto a rimettersi alla superiore e inconscia saggezza dell’inconscio

Gli Arcani Maggiori dei tarocchi, che come dice Jung sono “idee archetipiche di natura differenziata”  e come sintetizza Claudio Widmann “una gigantesca opera di amplificazione collettiva”,  possono essere letti come una totalità unitaria nella quale le singole componenti simboliche, attraverso un giocoso processo di interazioni reciproche, costituiscono gli snodi evolutivi esistenziali o i passaggi trasformativi del processo individuativo.

In questo senso gli arcani maggiori “sono gli arcani della vita” 

Claudio Widmann, Gli arcani della vita. Una lettura psicologica dei tarocchi, Edizione illustrata, Ma.Gi, 2012